Approfondimenti

 

RIDI E CAMBIA LA TUA MENTE


“Si può ridere in ogni momento, anche nelle circostanze più difficili e meno opportune. Si ride quando si è felici, ma si ride anche, e soprattutto, per diventare felici.”


Dopo aver accertato anche scientificamente che ridere aiuta a guarire dalle malattie e fa bene alla salute, le ricerche più recenti stanno cercando di capire quali aspetti della risata contribuiscono al nostro benessere psicologico.
Questo porta ad avere maggior flessibilità mentale e ad affrontare in maniera diversa lo stress, i disagi e i contrattempi. La risata porta ad avere una visione comica delle situazioni, ad acquisire un nuovo punto di vista sulle circostanze in cui ci si trova, stimolando una capacità di autoironia che permette di distaccarsi dal problema.

Una giusta distanza dagli eventi permette di ridere e sorridere della vita. La risata ci aiuta ad allenare alla flessibilità mentale, ci induce a mettere da parte le velleità di controllo e perfezionismo, e accogliere la vita così come è, e noi stessi così come siamo, con le nostre caratteristiche e le nostre risorse. Alla base del ridere c’è la capacità di fare spazio alla parte più profonda e istintiva di noi stessi, la capacità di accogliere la propria natura.
Questo è un passo che rende la ricerca della felicità un percorso senza sforzo, perché non si tratta di migliorare sè stessi ma di togliere di mezzo le proprie errate convinzioni, e di cogliere ciò che, intorno a noi, ci attrae. Più riusciamo ad accettarci per quello che siamo, con tutti i nostri pregi e i nostri limiti, più siamo felici.



 

RISATA E FITNESS


La risata è un gesto potente che si estende a tutto il corpo: è in grado di scuotere fisicamente la persona, propagandosi dal cervello all’addome.

Mette in moto più di 50 muscoli, coinvolgendo tutto l’organismo. Oltre al sistema scheletrico-muscolare, vengono coinvolti anche il sistema nervoso, il sistema respiratorio, il sistema cardio-vascolare, il sistema immunitario e il sistema endocrino.
Secondo i risultati della ricerca, tutti questi sistemi rispondono e sono attivi durante una risata.
Ridere è davvero un allenamento completo per il nostro corpo.
Volendo fare un paragone sportivo, si può dire che il cuore, durante una risata, aumenta le pulsazioni fino a 120 al minuto.
Ciò significa che un minuto di risata equivale a ben 10 minuti di jogging o di vogatore.

Snellisce il girovita
Grazie al coinvolgimento diretto dei muscoli addominali e della pratica respiratoria, ridere aiuta a bruciare i grassi localizzati su fianchi e giro vita..

Durante la risata, diaframma, muscoli intercostali, addominali e respiratori sono impegnati in un vero allenamento aerobico.
In una sessione di yoga della risata della durata di un’ora si bruciano più di 500 calorie.
Per le persone che non hanno molte opportunità di fare esercizio fisico, per problemi fisici o stile di vita, ridere può essere di grande aiuto perché è una vera attività aerobica.
Si può confrontare con un buon allenamento di jogging fatto rimanendo fermi.



 

LE NEOMAMME ALLEGRE PRODUCONO UN LATTE PIÙ SALUTARE DI QUELLE TROPPO SERIE


Una risata al giorno, infatti, renderebbe il latte addirittura “curativo” per alcune malattie della pelle come l’eczema. Hajime Kimata del Moriguchi Keijinkai di Osaka (Giappone) ha condotto un esperimento su un gruppo di neonati affetti da eczema: alle mamme di alcuni di loro è stato mostrato un film di Charlie Chaplin, alle altre una trasmissione meteo.

Poi tutti i bambini sono stati allattati. In seguito gli scienziati si sono accorti che solo i piccoli allattati da mamme divertite avevano visibilmente diminuito i sintomi dell’irritazione sulla pelle. Mentre sugli altri non c’era stato alcun miglioramento.

Secondo i ricercatori il miracoloso effetto è dovuto all’attività di un ormone, la melatonina, che le mamme di buonumore avrebbero rilasciato in maggiore quantità nel latte e trasmesso al figlio tramite l’allattamento. La serenità della mamma, quindi, oltre che psicologicamente potrebbe incidere anche chimicamente sulla salute dei neonati.



 

RIDERE SERVE PER STARE BENE CON GLI ALTRI E A SPEGNERE L'AGGRESSIVITÀ


Secondo il famoso etologo Konrad Lorenz, il sorriso e la risata hanno molto a che fare con l'aggressività e sarebbe la soluzione suggerita dall'evoluzione per evitare di manifestarla apertamente.

Lorenz descrisse l'aggressività come un istinto animale innato anche tra i membri della stessa specie, per stabilire la gerarchia nel clan. Questa aggressività però deve essere limitata per salvaguardare la sopravvivenza del gruppo. Proprio per questo intervengono alcuni meccanismi specifici, tra cui, negli essere umani, il sorriso e la risata.

Secondo la teoria sviluppata da Lorenz la risata è un rito sociale di pacificazione, pur mantenendo la somiglianza con il digrigno dei denti negli animali che si preparano a difendersi, scoprendo i denti, come accade nel sorriso. Quindi il sorriso svolge la funzione di spegnere l'aggressività e di definire i ruoli, come tutti i gesti di pacificazione divenuti parte delle convenzioni sociali, come il saluto e la stretta di mano.Gesti che segnalano intenzioni pacifiche e rassicurano l'altro.

In questo senso la risata è una forma di comunicazione rassicurante, che aiuta a mantenere l'equilibrio sociale e a favorire la convivenza pacifica. Ridiamo per mostrare alle persone che capiamo, che concordiamo con loro, che facciamo parte dello stesso gruppo.
Ridiamo per dimostrare che ci piacciono.



 

RIDERE CONTRO L'ARTERIOSCLEROSI E PROBLEMI CARDIACI


“Ridi ogni volta che puoi: è una medicina a buon mercato.”
G. G. Byron


La dott.ssa Karen Matthews, psicologa dell’Università di Pittsburgh (Pennsylvania, USA), ha verificato che gli effetti benefici di una risata rallentano la progressione dell’arteriosclerosi; tenendo sotto osservazione per tre anni 209 donne sane in situazione di post-menopausa, ha scoperto infatti che le più ottimiste avevano un ispessimento delle arterie carotidee minore che nelle donne pessimiste.

Inoltre l’aumento degli scambi polmonari che avvengono tramite la respirazione tende ad abbassare il tasso di grasso nel sangue con il conseguente beneficio sul colesterolo. Sembra lecito affermare, dunque, che il riso ha un ruolo di prevenzione dell’arteriosclerosi, dei problemi cardiaci (confermato da una ricerca condotta su persone reduci da infarto del miocardio: mezz’ora al giorno di umorismo riduce il rischio di ricadute) e della pressione alta.

Già nell’antichità si conosceva il potere benefico del ridere, non a caso i maestri di scuola tibetana ridono e fanno ridere i loro allievi. Per il buddismo Zen quindici minuti di risate equivalgono a sei ore di meditazione e, nella medicina tradizionale cinese, lo Xiao (il ridere ) è la corrispondenza del suono al meridiano principale del cuore il cui movimento psichico è la gioia.

Ridere sembra quindi essere un elisir cardiaco e, come ha osservato il dott. Michael Miller dell’Università del Maryland (USA), una risata ha l’effetto di rilassare le arterie e di aumentare il flusso sanguigno come durante un esercizio aerobico.



 

RISATE BAMBINO, ADOLESCENTE, ADULTO


“Quando il primo bambino rise per la prima volta, la sua risata si sbriciolò in migliaia di frammenti che si sparpagliarono qua e là.
Fu così che nacquero le fate.”

James Mathew Barrie


I bambini ridono già circa 2-3 mesi di vita. E lo fanno per esprimere la gioia, il benessere, il sollievo. È una funzione potentissima della nostra specie che mette in moto le strutture delle emozioni. Cioè una memoria che stimola a livello profondo un comportamento che viene a manifestare la gioia, o altre emozioni…

Nei primi mesi i neonati cominciano a ridere anche in risposta a stimoli tattili come ad esempio il tocco e le carezze, ma soprattutto il solletico, una stimolazione primitiva in grado di scatenare la risata. Questo riflesso però non è del tutto automatico e solo fisiologico, ma ha una componente emotiva e sociale: il bimbo sorride e ride se chi gli fa il solletico è conosciuto o amichevole.
Il sorriso e la risata hanno la funzione di attivare la relazione: l'intelligenza sociale
.

Secondo il fisiologo svizzero Ruldolph Hupscher, ridere sviluppa nei bambini l'ormone della crescita.

Questo trend evolutivo, che cresce in tutti i paesi occidentali, ad un certo punto, intorno ai 6 anni, con l'ingresso nelle scuole primarie, in tutto il mondo comincia ad avere un'alterazione della maturazione.
Sicuramente ha a che fare con le fasi di maturazioni vere e proprie ma anche con il sistema educativo. Perché che cosa succede? Se i bambini nei primi anni di vita ridono 300 volte in media al giorno. A partire dall'ingresso stabile nei sistemi educativi, questa manifestazione del ridere diventa meno spontanea e più controllata. Quindi il ridere comincia ad essere normato e spesso inizia a cambiare le emozioni che manifesta. È più legato, soprattutto dopo gli 8 anni emozioni come il pendersi in giro. Deridersi.

Con l'adolescenza si avrà poi una caduta a picco, tanto che poi noi adulti ridiamo pochissime volte da 0 a 7 se ci va bene.
L'adulto poi ride soprattutto per deridere, comicità, per rabbia, stress…
L’Homo Ridens è racchiuso nei nostri cromosomi, ma rischia una lenta estinzione.
Se consideriamo il ridere da un punto di vista storico, scopriamo come nei secoli si sia andato smarrendo il “riso originario” quello prorompente, trascinante, un po’ folle, surreale, eversivo che risale alla notte dei tempi.



 

CERVELLO E RISATA


Molti studi di neuroscienze si sono concentrati sull’analisi di ciò che avviene nell’apparato cerebrale quando ridiamo. Le ricerche hanno sfruttato le tecniche di neuro-imaging che ci permettono di visualizzare le zone neuronali che si attivano durante la risata.

Quando ci mettiamo a ridere è come se una vera e propria scossa elettrica attraversasse l’encefalo e si trasmettesse poi a tutto il corpo.
Il ricercatore Peter Derks verificò, con l’elettroencefalogramma di persone sottoposte a stimoli umoristi, che, entro quattro decimi di secondo dall’esposizione a qualcosa di divertente, un’onda elettrica si muoveva attraverso la parte più grande e più recente del cervello: la corteccia cerebrale. In particolare, i ricercatori hanno osservato che si attivava il lato sinistro della corteccia (dove vengono analizzate le parole e la struttura di una battuta), il lobo frontale (coinvolto nelle risposte emotive e sociali), l’emisfero destro della corteccia, l’area di elaborazione sensoriale del lobo occipitale e infine le zone di attivazioni motorie (che stimolano le risposte fisiche a una battuta).
Quindi il cervello umano compie una serie di operazioni prima di farci ridere. Il primo passo è notare l’elemento di sorpresa, per poi cercare nell’imprevisto qualcosa che abbia senso comico. Il lobo frontale destro del cervello è il centro di elaborazione che valuta quando qualcosa è divertente. Questa regione integra le informazioni che provengono dalle parti cognitive e da quelle emotive del cervello.
Quindi la risata coinvolge anche il sistema limbico del cervello, costituito da amigdala, ippocampo, da talamo e ipotalamo; è una rete di strutture situate al di sotto della corteccia cerebrale che svolge un ruolo notevole nell’attivazione dei comportamenti emotivi.
Regola l’umore e i sentimenti come l’amicizia, l’amore e l’affetto. La parte mediana dell’ipotalamo, in particolare, è stata identificata come uno dei principali responsabili della produzione di risate molto partecipi, rumorose e incontrollabili.

Poi ci sono le zone del cervello coinvolte nell’espressione del riso, da cui parte l’impulso di ridere, che arriva ai nervi facciali, i quali stimolano a loro volta i muscoli. Più forte è l’impulso alla risata, più questo arriva fino a smuovere il diaframma e i muscoli dell’addome.



 

LA SALUTE SI BASA SULLA FELICITÀ


La salute si basa sulla felicità”: su questo assunto il celeberrimo medico statunitense e padre della clownterapia Patch Adams ha fondato il suo metodo terapeutico, una combinazione vincente di umorismo e divertimento quali ingredienti essenziali per la guarigione fisica e mentale del paziente.

Per gli scienziati di tutto il mondo, ridere fa davvero vivere meglio e rappresenta la più semplice ed economica via per il benessere dell’individuo nella vita come nel lavoro.
Sono molteplici infatti i benefici sul corpo e sulla mente di una risata: migliora la circolazione del sangue, aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari, tiene il cervello allenato, contrasta ansia e depressione e contribuisce alla salute del sistema immunitario. Ma soprattutto, migliora il rapporto con gli altri e con sé stessi, influenzando positivamente le relazioni a livello privato e, soprattutto, lavorativo.

Lo studio dell'importanza dell'umorismo e della risata sulla salute ha origini lontane, infatti già Ippocrate sosteneva: «Il buonumore equivale a un elisir di lunga vita»; comunque, la paternità della terapia del sorriso viene attribuita al giornalista scientifico Norman Cousin, il quale sperimentò su di sé gli effetti terapeutici della risata e il loro potenziale nel favorire il decorso della malattia.

Questo approccio riunisce tecniche e metodologie diverse: dalla più famosa clownterapia, passando per la visione di filmati e spettacoli, alla partecipazione attiva alla comicità, fino allo yoga della risata. Quest’ultimo è una pratica che non necessità dell’uso di un umorismo prodotto dall’esterno, ma comporta invece l’utilizzo di esercizi fisici che portano il corpo a ridere; come dice il guru della risata, dott. Madan Kataria: “porta il tuo corpo a ridere e la tua mente lo seguirà”.

Lo yoga della risata è un’attività che si svolge in molti contesti: negli ospedali, nelle scuole, nelle case di riposo, e sempre più frequentemente viene adottato dalle aziende.
Inoltre, una lunga serie di ricerche universitarie, da Oxford al Maryland, non fanno altro che confermare i tanti benefici di una prolungata risata. Per il cervello, il cuore, i polmoni, la mente. Il motivo scientifico è chiaro: la risata stimola il rilascio di endorfine, sostanze chimiche prodotte dal cervello che migliorano il nostro umore. Da qui il suo primo beneficio, anche come forma di antidepressivo.
Inoltre ridere aumenta la pressione sanguigna, e questo fa bene alle arterie, mettendoci al riparo da problemi cardiovascolari. Riduce ansia, stress e tensioni. Pratica un vero e proprio massaggio ai muscoli, mette in moto più di 50 muscoli. Stimola la creatività, la fantasia e la vitalità. Senza trascurare l’aspetto relazionale: ridere, specie in compagnia, è un fattore che alimenta le nostre capacità di rapportarci agli altri. Ci fa stare bene insieme.

Senza considerare il buon umore è un elemento fondamentale per aumentare l’efficienza sul lavoro.
Come tutte le cose, infatti, approcciarsi nel modo giusto ai nostri doveri ci aiuta a finire prima e con meno fatica. Se volete una prova tangibile di questi effetti, quando vi sentite stressati, provate a fare un respiro profondo e un bella risata e vedrete come l’intero organismo vi ringrazierà.



 

COS’È LA RISATA E PERCHÈ RIDIAMO



Dal punto di vista evolutivo, la risata sembra rappresentare “un’antica vestaglia vocale che ancora si mantiene e convive con il livello attuale del linguaggio verbale” (R. Provine). Essa costituisce un gesto biologico precedente all’adozione della parola, rappresentando quindi la manifestazione delle emozioni scaturite dalla parte più recondita e naturale della persona.

Esistono più teorie che hanno cercato di spiegare le motivazioni che ci spingono, nelle più disparate occasioni, a lasciarci andare alle risate.
Una delle più interessanti risale ad una concettualizzazione dell’austriaco Sigmund Freud, fondatore della psicanalisi, il quale attribuisce alla risata un ruolo fondamentale. Essa sarebbe infatti la portavoce mascherata dei desideri e delle volontà del nostro inconscio. Tale concezione, anche nota come teoria della liberazione, attribuisce alla risata il potere di far tollerare situazioni fonti di incertezza o di disagio, rilasciando in maniera sopportabile anche quei pensieri e sentimenti che viviamo come inaccettabili e che di conseguenza teniamo sovente repressi. La risata quindi si configurerebbe come uno dei più adattivi e maturi meccanismi di difesa.
Un’altra prospettiva, che più si rifà ad una dimensione cognitiva e razionale, è la cosiddetta teoria dell’incoerenza. Secondo questa teoria sarebbe la percezione umana dell’assurdo a provocare la risata. Se colto, infatti, quest’ultimo farebbe rilevare l’aspetto potenzialmente comico di una circostanza o di un episodio, e sarebbe proprio il suo irrompere sottile e inaspettato nella mente del soggetto a scatenare in quest’ultimo una reazione altrettanto spassionata.

Un’altra possibile teoria è quella socio-comunicativa. Questa pone l’enfasi sulla natura innata del riso. Pensate infatti ai bambini: già in tenera età, ad esempio a due mesi di vita, sono in grado di esprimersi in sorrisi e risate.
La valenza comunicativa è molto chiara: in tal modo, fin da subito l’essere umano è in grado di esprimere a chi lo circonda i suoi stati d’animo, e i processi di codifica e decodifica dei muscoli facciali sono talmente universali da essere presenti in tutte le culture.

L’ultima concettualizzazione è la cosiddetta “teoria del gioco”. Secondo tale cornice, il sorriso avrebbe la funzione di creare solidarietà tra le persone, favorendo tra di loro l’utilizzo della fantasia, dell’intrattenimento e dunque del contatto diretto.
La condivisione, sia delle proprie emozioni che dei rispettivi scopi, attraverso una sintonizzazione di tipo affettivo, ben rappresentata dalle risate in un contesto di coppia o di gruppo, favorisce anch’essa la socializzazione e l’autentica propensione a scoprirsi vicendevolmente.
I legami e le interazioni sociali ne verrebbero così rinforzati, con tutte le ricadute positive che essi sono in grado di apportare all’autostima e al benessere psico-fisico globale dell’individuo.
Questo sistema motivazionale, in grado di migliorare la qualità delle relazioni interpersonali, costituisce un vero e proprio risultato dell’evoluzione, tant’è che lo condividiamo anche con altre specie animali: non solo primati, come scimpanzé, oranghi e gorilla, ma anche ratti. Perfino questi ultimi, infatti, sono soliti emettere versi corrispondenti al nostro “sghignazzare”, per rinsaldare i rapporti con i propri simili e per esternare la propria soddisfazione nei momenti di sollazzo, solletico e comunione.